In tempo di dura crisi economica e finanziaria, uno dei prezzi più alti è pagato dai lavoratori, non solo nelle “estreme conseguenze” della perdita di lavoro, ma anche e soprattutto da una generale tendenza a risparmiare puntando al ribasso: inquadramenti professionali e retributivi inadeguati, staff ridotti all’osso, eccessivo multitasking sino allo svilimento delle competenze e capacità. Solo in alcune realtà nazionali tradizionalmente sviluppate, si continuano a veder pubblicati annunci di lavoro, ad esempio, a Vicenza, Padova o più in generale nel Nord Est .
Far fronte alla crisi in questo modo significa puntare alla “sopravvivenza”, mentre per tornare in pista e aprire ad una nuova stagione di sviluppo non si può prescindere dalla piena e consapevole valorizzazione delle professionalità, della qualità del lavoro e delle competenze specifiche.
In questo contesto, due sembrano essere i nodi centrali.
Il primo punto: la circolarità delle informazioni sulle opportunità significative di carriera e crescita professionale
Migliorare l’accesso alle informazioni sulle opportunità professionali presenti nel territorio nazionale e comunitario costituisce il vero punto di rottura nella strutturazione di un rapporto di lavoro proficuo e di successo sia per l’impresa che per il lavoratore.
Se, ad esempio, ho un profilo executive e cerco lavoro come project manager, risulta ad oggi ben difficile accedere ad un unico punto informativo che consenta di avere informazioni di sintesi su una molteplicità di opportunità in Italia ed in Europa. Nonostante la diffusione di portali dedicati, la maggior parte si rivolge a giovani in cerca di prima occupazione o con pochissima esperienza. Un’eccezione di qualità è rappresentata dal portale experteer.it, un servizio quasi unico nel suo genere poiché completamente focalizzato allo sviluppo della carriera di Manager e Dirigenti, sia in Italia che in Europa.
Il secondo punto: monitorare costantemente l’evoluzione dei fabbisogni di competenza sul mercato del lavoro
Tradizionalmente, l’evoluzione economica ha stimolato la crescita di posti di lavoro nel terziario. Secondo una nota diffusa qualche tempo fa sul sito www.europa.eu, i settori in cui si creeranno numerose nuove opportunità di lavoro saranno i trasporti, il turismo, l’educazione, la salute e le attività a carattere sociale. Ed è proprio in tali settori che la domanda di lavoro qualificato e specializzato non avrebbe ancora raggiunto il suo massimo.
Anche l’Europa sembra guardare alla qualità del lavoro come una tra le necessarie soluzioni per uscire dall’attuale guado. Lo scorso mese, la Commissione Europea ha presentato una proposta per la modernizzazione della Direttiva 2005/36/CE del 7 settembre 2005 relativa al “Riconoscimento delle qualifiche professionali”, nell’ottica di agevolare i professionisti ed i lavoratori di livello ad avviare nuove attività o ad accedere a posizioni incrementali per la propria carriera in termini di qualifica, di livello e di retribuzione.